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ABBIAMO CHIAMATO I CARABINIERI: MA ERA SOLO UNA GOLIARDATA! L'Avvocato risponde 

ABBIAMO CHIAMATO I CARABINIERI: MA ERA SOLO UNA GOLIARDATA!

Scherzare con le forze dell’ordine non è mai una buona idea, ammonisce l’avvocato Simone Labonia, soprattutto quando lo “scherzo” consiste nel denunciare falsamente la scomparsa di una persona.

Una condotta del genere può integrare diversi reati, a partire dal procurato allarme presso l’Autorità (art. 658 c.p.), ma non solo.
Il procurato allarme si configura quando qualcuno, annunciando disastri, pericoli o situazioni inesistenti, mobilita inutilmente le autorità o enti pubblici. Nel caso di una telefonata in cui si segnala la scomparsa di un amico, sapendo che si tratta di una messinscena, si induce la macchina dei soccorsi ad attivarsi senza alcuna reale necessità. Polizia, carabinieri o altri operatori potrebbero avviare ricerche, impiegare risorse e sottrarre tempo a interventi ben più urgenti. La pena prevista è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda, ma le conseguenze possono essere più ampie.
Infatti, se nella telefonata vengono forniti dettagli falsi circostanziati, si può configurare anche il reato di simulazione di reato (art. 367 c.p.), che punisce chiunque denunci un reato mai avvenuto. La scomparsa, specie se prospettata come conseguenza di un fatto illecito (rapimento, aggressione, ecc.), può rientrare in questa ipotesi. In tal caso, la pena è più grave e può arrivare fino a tre anni di reclusione.
Non va poi esclusa, in determinate circostanze, la calunnia (art. 368 c.p.), qualora lo “scherzo” implichi l’attribuzione di un reato a una persona innocente. Ad esempio, sostenere che qualcuno abbia sequestrato l’amico per gioco significa accusare falsamente un soggetto determinato, con conseguenze penali molto serie.
Sul piano pratico, ciò che spesso viene sottovalutato è il danno concreto prodotto: l’attivazione di pattuglie, unità cinofile, sistemi di geolocalizzazione o addirittura squadre di protezione civile. Tutto questo comporta costi per la collettività e può ritardare interventi salvavita. Non è raro che, oltre alla sanzione penale, venga richiesto anche il risarcimento dei danni.
In definitiva, la telefonata “per scherzo” alle forze dell’ordine non è affatto innocua: può tradursi in una pluralità di reati e in conseguenze economiche e giudiziarie rilevanti.

Il confine tra goliardia e illecito, in questi casi, è già stato superato nel momento stesso in cui si decide di coinvolgere l’autorità pubblica con informazioni false.

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